lunedì 12 gennaio 2015

Il peso dei libri

Eccoci a noi con un'altra menestrellica del lunedì, la prima dell'anno nuovo!
Oggi il menestrello vi parla di un fenomeno che lo ha colto in pieno, che si fa sentire sempre di più, specie dopo le feste natalizie e dopo aver fatto il conto della serva, per così dire...

La menestrellica di oggi è incentrata sul numero di libri letti ogni anno, non tanto per la quantità o qualità del mero numero, ma per un dato statistico che ha colpito il menestrello proprio ora che credeva di aver raggiunto un punto di equilibrio con se stesso e col suo lavoro di scrittore.
Qualche anno fa, proprio per l'occasione delle feste natalizie, il menestrello ricevette quello che per molti poteva essere considerato un regalo esotico e molto tecnologico, un ebook reader (all'epoca non c'erano Kindle o Kobo, si guardava alla sostanza!). Era un Sony, che funziona ancora meglio del Kindle e che dal menestrello sarà stato utilizzato in tutto qualche mese.
I libri che il menestrello ha letto interamente lì sopra sono 4: un romanzo del menestrello stesso per correggere le bozze, un libro di Simak (già letto in precedenza), un libro della seconda trilogia di Uplift di Brin e un racconto di Cordella (di cui non ricordo il titolo e tanto vale come testimonianza).
Qualcuno potrebbe dire che all'epoca non c'erano abbastanza ebook da comperare, il sottoscritto risponde che dei libri succitati 2 erano scaricati da internet e ancora oggi non si trovano nel kindle store o su bol. Il che fa incazzare non poco, ma non cambiamo discorso: un esiguo numero di volumi letti con un ebook reader è da imputare (come ha fatto il menestrello) alla scomodità/pesantezza dello strumento, rispetto magari al pratico "manico" fornito dal libro stesso, con cui basta un pollice per tenerlo in mano.
In realtà di quell'anno il menestrello ricorda altri 9 volumi, un altra correzione di bozze del suo lavoro (che conviene fare a mano, con somma sorpresa!), forse erano di più, ma il menestrello non lo ricorda.

Perché parlo di anni fa? Perché quello è il primo anno in cui ho letto pochi libri, se in passato ricordo di aver viaggiato intorno al numero 40 e spesso di volumi che più delle pagine contavano i chili, nel tempo il numero si è andato assottigliandosi fino a raggiungere lo "striminzito" numero di 15 (a fatica) e non sempre di romanzi veri e propri (ovvero 250+ pagine). Il 2014 è stato l'anno che il menestrello ha letto di meno, forse l'anno che in assoluto ha letto di meno!

Forse il fenomeno è dovuto al fatto che una volta il menestrello non lavorava o che usando i mezzi per viaggiare c'era quella bellissima oretta scarsa (sia andata che ritorno) in cui se non leggevi qualcosa finivi per leggere il giornale altrui e quindi tiravi fuori il libro e almeno leggevi roba che ti garbava.
C'è anche da dire che dal 2011 l'attività del menestrello come scrittore è cresciuta moltissimo, è passato dallo scrivere una storia sola ogni anno a gestire un blog che pubblica storie a puntate ogni settimana, collaborando con una rivista (piuttosto, quest'anno Fralerighe ha fatto buoni numeri, se ancora non la seguite non perdete altro tempo. Abbiamo gli orchi imparruccati!)...
...però non può essere solo una mancanza di tempo a limitare le letture del menestrello, non se poi lavora vicino casa, se ha organizzato tutto il suo secondo lavoro con maniacale precisione e soprattutto se ha libri da leggere per fare una vera guerra (ormai più ebook che altro, ma non certo grazie ai negozi succitati).
La realtà è semmai che il ventiduenne che si affacciava al mondo del lavoro con un ebook in mano aveva tanto più tempo ed energia da dedicare alla lettura. Oggi il menestrello deve scrivere tre storie differenti e prepararsi il pezzo per Fralerighe, senza dimenticare gli altri impegni.

Ormai il sottoscritto è diventato un lettore bulimico, non legge neanche il giornale per un mese intero e il mese successivo esplode in una lettura compulsiva di quattro volumi. Ricordo che lessi la trilogia della Troisi nel giro di quindici giorni, anche se non apprezzavo affatto, anzi alla fine arrivai anche a parlarne male a tutti quelli che mi chiedevano un parere.

In tutto questo dovrei parlare della scrittura e le influenze che essa ha sulle mie letture: spesso mi trovo a leggere cose che non avrei comprato neanche scontate, solo perché sono "maestri" o perché trattano argomenti simili al mio. Ho imparato a odiare autori come Gaiman perché sono tutto ciò che non voglio essere come scrittore, eppure devo leggerli per capire come tira il vento. Ho dovuto accantonare Palahniuk e Lindsay perché in Italia nessuno pubblica roba del genere.
Insomma peso dopo peso, la lettura è diventata un lusso, non perché io non possa fermarmi a leggere o non possa apprezzare un libro che mi piace, ma perché in primis leggo per scrivere e di quella ventina di titoli che posso dire di aver letto durante l'anno, forse solo 2-3 mi hanno divertito abbastanza.

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