mercoledì 10 dicembre 2014

Il lavoro

Al menestrello capita spesso di trovarsi nella condizione di dover spiegare cosa fa nella vita, la domanda esce fuori nei più disparati motivi ed è sempre un enigma riuscire a rispondere adeguatamente senza essere considerato un alieno sceso dallo spazio.
Di solito la scena si svolge nel modo che il menestrello andrà a romanzare di seguito:

Entro nel locale guardandomi intorno, la priorità di trovare facce conosciute è direttamente proporzionale al bisogno di un tavolo libero, ma la pulsione di sedersi al primo tavolo libero viene accantonata quando sento chiamare il mio nome.
Si tratta di un conoscente, ci ho bevuto qualcosa insieme in passato. Accanto a lui c'è una tipa e il resto di una comitiva, li ho già visti bazzicare nel locale altre volte. Ci siamo sempre ignorati, ma quando in un posto affollato e con pochi tavoli liberi chiami una persona. la inviti automaticamente a sedersi.
Mi siedo, stringo mani e faccio qualche battuta, è il mio modo per sembrare simpatico anche a chi non mi sopporta.
– Un gin tonic. – ordino.
La serata va avanti tra discussioni più o meno sensate, tra un cocktail e una birra, faccio il cascamorto con una ragazza e rimedio un'occhiataccia dal tipo che ci stava provando prima di me. Non è difficile cadere in simili inghippi quando si siede a un tavolo con una comitiva già formata, ma non mi sono spinto mai oltre qualche risata.
Quando la domanda arriva siamo già al terzo drink, sorrido e rispondo – Faccio il sistemista! –
Gelo. Se si non mastica informatica è praticamente impossibile capire.
– Ah, quindi sei forte con la matematica! –
– Ehm... no. – faccio imbarazzato. Rifuggo nel bicchiere – Lavoro con i computer... i server, sai applicativi e servizi informatici. –
– Ah! – la comprensione sembra illuminare gli occhi degli astanti, ma è solo momentanea – Senti ma quindi sei bravo a sistemare i computer? No, perché io avrei...

Molto spesso spiegare sommariamente il lavoro che faccio è noioso e poco pratico, per cui dico che lavoro con i computer, anche se non è interamente vero.L'ignoranza nella mia materia è imputabile alla scarsa diffusione dei sistemi informativi integrati. Voi andate ancora di persona all'inps? Vi affidate al commercialista per la dichiarazione dei redditi? Ecco in parte il lavoro del menestrello è gestire sistemi integrati come quelli, farli funzionare!
Purtroppo nel tempo la situazione del menestrello non è migliorata e figurarsi che questa è la parte facile: spiegare che lavoro in un parco divertimenti e non passo la giornata sulle attrazioni o in giro a passeggio per il parco è più spossante di un'intera giornata lavorativa.
Ci sono volte in cui a quella discussione si aggiunge anche l'altro lavoro del menestrello, lo stesso che lo fa scrivere qui. Lo scrittore.

– Uh! Che bello, ma davvero? –
Sorrido imbarazzato, nessuno a parte altri scrittori sanno cosa voglia dire scrivere. Aspetto che arrivi la seconda più dura domanda della serata, mi preparo con un lungo sorso di alcol.
– Che roba scrivi? –
– Fantascienza. –
Lo sguardo sbigottito è sintomo di idee alla Alien o Star Trek, spesso anche altra roba, ma nulla che sembri serio e interessante a chi si esalta per un fuorigioco – Uh non leggo fantascienza. –
– Eh lo immagino è difficile trovarne. Comunque la mia fantascienza è più sul sociale. –
Gelo. Anche se questa volta la colpa è mia, dagli sguardi si capisce chi legge e chi non sa neanche cosa sia la carta stampata, ma è così raro trovare un lettore di fantascienza che quando mi capiterà sono sicuro che ci scriverò una storia sopra.
La tavolata si raffredda ancora un po' quando nessuno dice nulla – Insomma mi ci diverto un po', funziona come un antistress. – per un lavoro che non capiscono.

Il problema del menestrello non è tanto il trovare un tavolo nel locale o passare una serata con amici che non lo considerino un pazzoide con strane idee, o peggio, un nerd senza speranza. Quanto riuscire per una volta a conciliare l'idea che si possa essere umani e smadonnare per un fuorigioco anche mentre si scrive di alieni e astronavi e che un pezzo del vostro computer funziona anche perché c'è un tipo come me che lavora sulla piattaforma che state utilizzando per leggere queste righe. Insomma che il lavoro non sia ciò che fa la persona, ma il contrario e che scrivere di astronavi è difficile come scrivere una storia d'amore.
Ribadirlo serve al menestrello per ricordarsi tutte le volte che qualcuno lo crede un povero scemo e serve a spiegare il motivo per cui non dovete chiedergli di aggiustarvi il pc che avete infognato di virus :)

2 commenti:

  1. mmmhhh, io ho smesso molto presto di dichiarare che scrivo sf. Quanto al lavoro era normale sentirsi dire: «Uh, chissà quanto leggevi...»

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    1. Essere uno scrittore non è mai stato facile... la scusa più frequente che ho sentito dopo aver pubblicato in digitale è stata "eh, se fosse stampato...".
      In ogni caso le persone che mi chiedono di controllare il loro computer aumenta a dismisura, finché non dico che non lo faccio gratis :)

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