lunedì 3 novembre 2014

La menestrellica del lunedì

Come da titolo, l'appuntamento odierno diventerà quasi uno standard nei mesi a venire, questo perché? Per comodità del menestrello nel parlare e perché dopotutto serviva uno spazio per le menestrelliche.
Che cosa sono le menestrelliche? Chiederanno i più, ma il vostro menestrello preferito è pronto a rispondere: si tratta infatti di sfoghi, spunti e ciarle in generale, sparate più o meno a caso, spesso condite (si spera) con un pizzico d'ironia che non guasta mai e vogliono offrire spunto ai lettori del blog (se ci sono) per intavolare una discussione.

Dunque iniziamo subito con la menestrellica odierna, anche se qui le righe contano molto meno...

Nell'etere si parla in questi giorni di #unlibroèunlibro, hashtag interessante per dire che se un libro ha un'iva del 4% è assurdo avere l'iva al 22% per un ebook. Giusto. Che c'è da dire? Dopotutto un romanzo è ciò che viene contenuto nella pagina, che sia visualizzato elettronicamente o stampato non cambia, vero?
Aspé ripetiamo, visualizzato elettronicamente... ah è vero un ebook è un mucchio di bytes che vengono ricompilati secondo un dato schema dalla matrice di microsfere di una pagina e-ink, ammesso che non venga letto sul tablet/computer! Perché lì addirittura è un software che fa tutto il lavoro, manco un dispositivo apposito! Il libro invece si stampa, quindi dietro c'è un'industria che prende un albero e lo trasforma in un libro di Fabio Volo! Con tutti i problemi derivanti dal trasformare una cosa utile come un albero in un'opera di Fabio Volo perché non dovremmo pareggiare l'iva degli ebook?

Unica grande realtà, peccato che nessuno la colga!

Purtroppo la discussione sulle differenze potrebbe andare avanti per secoli, ma non ha nulla a che vedere con l'idea di lasciare i due prodotti con iva differente. Libro ed ebook sono differenti perché è differente l'iter di vendita degli stessi, sono due beni distinti e seguono un iter merceologico differente. Per questo c'è una differenza di iva tra libro di carta e bytes, perché se passasse l'idea che un mucchio di bytes deve avere l'iva al 4% allora anche i programmi (che sempre mucchi di bytes sono) dovrebbero avere tale agevolazione, già perché anche quelle sono creazioni, "opere" di una mente creativa e come tali andrebbero rispettate. Per non parlare poi dei videogames e tutto ciò che gira intorno a tale industria!
Perché poi non mettere l'iva al 4% anche sui lettori ebook? Del resto servono a leggere l'opera di un autore esattamente come le pagine di un libro stampato. A questo punto metteteci anche i componenti di un computer che servono a leggere l'ebook (se non avete un ebook reader), vogliamo andare avanti? C'è un universo di apparecchiature "in grado o atte a" per fare della discussione una barzelletta e prendersi gioco dell'iniziativa, benché giusta!

La realtà di tutto il discorso semmai è una sola: l'ebook fa paura per il mezzo che è in grado di essere e perché, come la musica mp3 a suo tempo, potrebbe dilagare in copie pirata e distruggere un'industria che non ha più senso di esistere, sia fatta di pagine di carta o inchiostro elettronico.
L'iva al 4% per gli ebook non cambierà la tendenza, rimane da chiedersi se vale la pena correre contro i mulini a vento come Don Chisciotte.
E voi cosa ne pensate?

2 commenti:

  1. Personalmente credo che l'industria editoriale abbia un senso, nonostante tutto. Una buona casa editrice (e ideale, casa editrice, a questo punto) è un luogo dove gli autori riescono a diventare davvero tali, possono comunicare con altri autori, valersi del lavoro di buoni editor, imparare a non darsi mai per vinti e scivere e riscrivere se e quando necessario. È un po' prematuro dare per morte le case editrici, direi. Lo stato attuale delle case editrici non è ottimale, intendiamoci, hanno tutte problemi non piccoli e in in genere viaggiano in riserva, senza puntare su autori nuovi o diversi, ma gli italiani leggono poco o niente e tu investiresti denaro in un'impresa che non tira? Con tutto ciò penso sarebbe bene "liberare" gli e-book dell'IVA 23% portandola al 4%. I libri non sono software, dal momento che non "servono" a nulla se non a leggere e questo avrebbe il vantaggio di permettere una netta diminuzione dei prezzi e persino - mai mettere limiti alla provvidenza - una ripresa delle attività di scouting tra gli autori che attualmete si autopubblicano o ricorrono a editori improvvisati

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    1. Lungi dal menestrello dire che non serva, ma è qualcosa che non va a intaccare assolutamente autori o editori, va solo a beneficio del consumatore e per il consumatore un software (sia ludico, che di lavoro) porta un "guadagno" alla stregua dell'ebook!
      Il dubbio del menestrello è che persino abbassando l'iva, l'ebook che oggi costa 1€ rimarrebbe allo stesso prezzo, con la differenza che invece di intascarlo lo stato vada a finire nelle casse di un editore che di solito fa tutto meno ciò che dice vossignoria.

      Poi il menestrello sarebbe felicissimo di vedere i suoi dubbi smentiti!
      Però accanto a una simile "boccata d'aria" per gli editori andrebbe anche migliorato il loro comparto tecnologico, perché è inutile arrabbiarsi con l'iva se poi occorre aspettare mesi e mesi prima di avere la versione ebook di un libro già bello e stampato!

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