giovedì 2 ottobre 2014

Chiudere i battenti?

Il menestrello sa che oggi avrebbe dovuto presentarvi il primo capitolo di Leadcrow, ma è stato colto da un dubbio. Ovvero chiudere il blog o almeno smettere di pubblicare le storie a puntate o racconti che dir si voglia.
Non voglio essere frainteso per cui lo scriverò a chiare lettere: a me piace scrivere.
Ciò che non mi piace è tutto il resto, perché scrivere come atto fine a se stesso ha una valenza personale, farlo qui non è qualcosa che appartiene soltanto a me, ma anche a quei pochi che leggono le mie storie.
Il problema è proprio la componentistica "lettori" perché se è vero che l'aspirazione di ogni scrittore è scrivere per essere letto, non ho mai sentito questa prerogativa come mia, anzi non ho nessuna voglia di rompere le scatole pubblicizzando su internet il prodotto "Menestrello Itinerante".

La strada per invertire la tendenza non è difficile: basterebbe fare qualche manovra, come linkarmi a un blog attivo e frequentato, iniziare a commentare anche le idiozie e propormi su facebook e twitter con scempiaggini, accompagnate magari da deliri d'onnipotenza su forum e altre board frequentate da possibili lettori.

Attuare una politica simile non m'interessa e m'interessa sempre meno rendere partecipi gli altri di ciò che scrivo e con almeno quattro storie da scrivere la mia pazienza al riguardo sta scadendo. Preferisco scrivere che passare il tempo che dedico a tutto questo sgomitando per avere più lettori. Il blog dopotutto è nato per sapere se le mie storie riuscivano a interessare e devo dire di aver raggiunto lo scopo per cui è nato il blog stesso: pubblicare.
Non fraintendete, pubblicare un racconto come Timeshifters è il primo passo e se uno vuole vincere la maratona di passi dovrà farne parecchi e con un certo ritmo. Peccato che il menestrello, anzi Davide, non sia minimamente interessato al resto, pubblicazione inclusa.

Quindi per non tediare oltre i miei pochi lettori, domando a chi leggerà queste righe se Menestrello Itinerante chiudesse, come la prendereste?


4 commenti:

  1. Non mollare. Tante volte si ha la sensazione - e spesso non è nemmeno una sensazione - di urlare in una sala vuota mentre il personale di servizio sta già ripulendo il pavimento e ti guarda male, ma non è sempre così. Io ho un blog dal 2006 e da allora avrò ricevuto una ventina di commenti alla mia attività di scrittore e più o meno una volta la settimana penso di mollare. Ma... poi non lo faccio perché, comunque, so che qualcuno mi legge e nonostante tutto mi segue. L'unico problema, se vuoi, è l'offerta che hai da offrire. Che dev'essere piuttosto ampia e diversificata, il che significa lavoro, molto lavoro in cambio di poche parole una volta ogni sei mesi. Valuta tu se ne vale la pena, ma non esistono scorciatoie all'attvità di scrivente. Esiste, certo, la possibilità di farti notare sparando kztte sui social network, ma essere letti perché hai venduto di te un'immagine insincera è una scelta col fiato corto. In ogni caso mo' mi scarico qualcosa di tuo e via, almeno un nuovo lettore l'hai trovato.

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    1. Grazie dell'intervento Massimo. Ciò che dici è vero, ma è il punto focale dell'intero discorso.
      Proprio perché non voglio uniformarmi, non lo farò... resta da vedere se avrò ancora voglia di scrivere storie a puntate! Oppure se concentrarmi di più sul solo scrivere e pubblicare solo quando i tempi saranno maturi.

      Grazie ancora per il commento ;)

      P.S. Se vuoi leggere qualcosa di mio, oltre Timeshifters c'è una bella space opera conclusa ;)

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  2. La space opera è uno dei generi di sf che amo di più, anche se è anche uno dei settori della sf dove è più facile prendersi dei bei bidoni. No, calma, non parlavo di te ;-)
    Non posso giurare di leggerla presto o cose così ma se hai voglia dimmi solo dove posso trovarla. Sono un impedito e tra le storie pubblicate non la trovo.

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    1. Controlla nella posta, forse un uccellino è "volato" lì :)

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