giovedì 1 maggio 2014

Scrivere a braccio

Devo scrivere a braccio sul blog, è una mia imposizione: non scrivo direttamente qui sopra da prima di pubblicare il mio primo post e si vede, eccome se si vede!
Non che io sia uno di quei malati del controllo che mette le matite sempre nella stessa posizione, le penne col tappo giusto e i fogli di appunti nelle buste con tanto di targhet... ok sono un maniaco del controllo, non ditelo a nessuno. Il motivo per cui non scrivo sul form del blog è in primis come il modus operandi di un serial killer: nella finestra di scrittura non c'è il carattere che uso, ma solo l'odioso Times New Roman e le righe non sono le stesse, insomma c'è caos e mi ritengo una persona molto attenta all'ordine. Ergo non scrivo sul blog, non direttamente.

Tutti quelli che sono venuti per una storia o qualche anticipazione, se avete letto fino a qui andate avanti: a questo punto non so quanto altro scriverò, ma non potrà mai essere peggio di così e non potrete mai sapere se ho qualche novità per voi chiudendo la pagina. Dunque di che cosa posso parlare, in questa prima volta di blog autoctono?
Potrei raccontare l'ennesima parabola su Nightchild o sulla mia non voglia di pubblicare, l'idea che io stia cercando un modo per fare un regalo ai miei lettori più appassionati, se volete di politica, ma il menestrello vostro è additato con aggettivi poco lusinghieri da entrambi i lati, il che renderebbe se fossi un gryllidae qualsiasi, ma non voglio diventare il presunto capo di sette più o meno esoteriche, non ancora almeno. Quindi? Parliamo di scrivere? Massì, che vuoi che sia, dovremmo essere ferrati in merito.

Il problema dello scrivere a braccio è banale e profondo allo stesso tempo: sai di fare errori, ma non puoi ricontrollare. Un po' come la vita di ognuno di noi, si va avanti a braccio, facendo errori senza ricontrollare. Ora sembrerà che io abbia citato chissà quale filosofo e se ho fatto questo errore mi scuso con il filosofo, perché non era mia intenzione fargli pubblicità, anzi lo odio profondamente e con tutto il disprezzo del caso.
Insomma Honoré de Balzac scriveva a peso e quando lo faceva vendeva e lo pagavano, se doveva mettersi li a scrivere ponderatamente veniva fuori qualcosa di più simile a una cloaca e uno come lui dovrebbe essere un ottimo metro di paragone, se non si parla di aprire un'impresa! Quindi scrivere a braccio dovrebbe essere appagante e sufficiente, ma ahimé non è così e il menestrello si trova sempre a rileggere l'ultima riga, a correggere quell'errore di battitura...
...neanche fosse nel periodo di correzione feroce!

Dunque scrivere a braccio è un modo per far scorrere le idee, ma tolti un paio di schifosi scenari poco adatti al blog e qualche maledizione per chi ha interrotto questo idilliaco scritto senza capo o coda, il menestrello vostro non è che abbia poi trovato queste grandi idee, rimangono un paio di idiozie a margine che verrò a spiegarvi nei prossimi giorni o nelle prossime puntate del blog, ma diciamoci la verità l'unica cosa che scorre sono le righe e il menestrello non sa a quanto siamo.
Il controllo estremo dato dalle righe è qualcosa di paradossale, a volte ti trovi a scrivere quel carattere in meno che ti lascia l'amaro in bocca, altre sei li che devi tagliare per farci entrare qualcosa che deve andarci!
Sono 52 righe, che faccio? Lascio?
Il vantaggio è proprio l'idea: scandire un racconto o persino un romanzo come D&M serve a cadenzare l'azione a scremarla già in fase di progettazione, dinamicamente non mi soffermerei mai in una lunga descrizione se devo farci entrare delle informazioni per il lettore, il che rende bene specie per il prolissarsi logorroico stile fantasy, dare un tono snello poi migliora i protagonisti, le cui descrizioni sono veramente ridotte all'osso [Un lettore mi face notare l'assenza di una vera descrizione di Morrigan]. Insomma far rientrare un intreccio più o meno decente nelle 50 righe di una puntata è un lavoro da chirurgo, far quadrare una storia è esercizio e mi dispiace per Balzac e tutti quelli come lui, ma il menestrello scrive a questo modo da quando aveva 17 anni e va alla grande così!


In realtà non credo di ripetere una simile idiozia per molto tempo: non mi trovo a mio agio nello scrivere senza pianificare e andare dove mi porta la tastiera produce cose come questa, meglio allora studiarsi le battute, lo scenario e soprattutto i dettagli di qualcosa che non c'è, piuttosto che andare avanti di riga in riga sparando cazzate...
...ora vado a prepararmi qualcosa da mangiare, scrivere a braccio mette appetito, ma ricordate:

OPERATION: CLOUD NINE
Fare la spia vi sconvolgerà la mente!
Dal prossimo 8 Maggio, ogni due settimane
Solo su Menestrello Itinerante!

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