lunedì 11 marzo 2013

Tormenta

Il post di oggi è dedicato a una lettrice di Menestrello Itinerante a cui sono piaciute proprio queste righe che state leggendo, addirittura prima che il menestrello vostro le scrivesse. Di seguito 25 righe dedicate a Roberta, sperando che apprezzi l'ironia del menestrello, ma soprattutto la storia!


Correva nella neve soffice, falcate fin troppo lunghe per il suo solito, ma non abbastanza da distanziare chi lo inseguiva. Ansimando si fermò in uno spiazzo tra gli alberi, largo a sufficienza da permettergli di dare un'occhiata al resto della foresta, affogata nella neve ventosa di quel giorno. In quello scenario gli alberi non sembravano quella meraviglia imponente capace di dare vita e sostentamento a tante creature, più che altro l’intero paesaggio rassomigliava fin troppo a una tomba di gelo.
Ancora alla ricerca di ossigeno, si fissò in un punto con lo sguardo. Qualcosa di strano si era mosso, non aveva visto quel movimento, ma era certo che qualcosa si fosse mosso in quel punto, eppure non era un predatore in attesa di sbranarlo: l'unico che c'era stava arrivando e non si curava di evitare i rumori, forte della sua posizione e fin troppo sicuro di avere la meglio.
Scattò usando tutta la forza che gli restava per trovare un riparo, era importante in quel momento: tormente di neve e predatori avevano ucciso molti dei suoi simili, non c'era scampo a quella sorte se non si trovava un luogo sicuro per aspettare la fine della bufera. L'importante era trovare un riparo asciutto e privo di minacce, altrimenti la fine sarebbe arrivata ugualmente, se non per il freddo, di certo per mano di chi lo inseguiva.
Un boato lontano lo fece trasalire e l’ululato del suo inseguitore contribuì ad aumentare l’adrenalina che sentiva scorrergli a fiumi in tutto il corpo. Corse finché non fu costretto a fermarsi, svuotato di tutta l’energia e infreddolito si rese conto di aver perso l’orientamento: capitava quando si scappava da quelle creature mostruose. Un secondo boato, più lontano, lo fece trasalire. Non sentiva più le lunghissime falcate dietro di se, come se quei boati spaventassero persino il suo inseguitore, di certo non si sentivano spesso, non in quella stagione almeno.
Riprese a correre tra la neve con più calma, il freddo era un nemico pericoloso, ma la pelliccia lo avrebbe difeso per un po’ e il colore identico a quello della neve avrebbe impedito ad altri predatori di corrergli dietro. Serviva solo un punto di riferimento. Si fermò di nuovo a fissare un punto in mezzo agli alberi, drizzò le orecchie verso quella zona di foresta, anche con tutta la tormenta sapeva di poter contare sul proprio udito. Non voleva trovare altri predatori e perdere un altro rifugio, riposare in un tronco fino alla fine della tormenta sarebbe stato comodo quanto dentro la sua tana.

2 commenti:

  1. grazie menestrello per questa dedica inaspettata, spero che da queste 25 righe svilupperai una splendida storia :)
    Roberta

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    1. Codesto menestrello ammise che sua volontà non è tale, madonna può sempre legger cotanto di'istorie di blog tutto, giacché in talune v'è seguitar

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