giovedì 28 febbraio 2013

Un nuovo lavoro

Oggi il menestrello non parlerà del suo nuovo vecchio lavoro, non quello sulla cresta dell'arcobaleno almeno, già perché alla fine l'arcobaleno ha ripreso il menestrello che ha dovuto accettare un contratto suo malgrado... ehm, non dovevo parlare di altro? Infatti il menestrello parlava di quel lavoro che è durato tanti e tanti anni, nove e passa per la precisione... già precisione. Lasciando stare precisione e cappello introduttivo, veniamo al punto centrale che come al solito (lo sapete, ma lo ripeto) qui le righe contano.

Sappiate che l'introduzione è stata riletta almeno tre volte, cancellata e riscritta e seppur con qualche difficoltà lasciata così, perché? Entrare nel giusto spirito è necessario per il buon proseguimento del post: è un post serio, se il menestrello non sdrammatizza con queste stupidaggini non lo legge nessuno. Ora sapete che correggo anche questi post, ma soprattutto che aggiungo pezzi dopo averlo scritto una volta! Ho detto troppo, torno al post.
Il lavoro di cui parlo nel titolo, è ancora una volta la saga di Nightchild. Ancora tu, ma non dovevamo vederci più? Nighchild che è stato chiuso con un classicissimo finale da buoni, dove persino l'araldo della devastazione riesce a darsi pace e crolla in un pianto liberatore che sa di salsedine. Proprio quell'attimo che è il finale mi ha lasciato svuotato di tutto e correggendo quelle pagine mi sono ritrovato a pensare. E pensare fa male, specie quando si corregge!
L'ultimo di una serie di libri più o meno travagliati, in cui spesso ho giurato che non sarei andato avanti (nel 2008 ho seriamente pensato di finirla e non scrivere più nulla al riguardo), sono arrivato persino a uccidere il mio personaggio preferito, solo per tornare alla sua tomba l'anno dopo pieno di cordoglio, con una sterzata clamorosa che è costata una trilogia, un racconto e un prequel di raccordo per non far sembrare tutto campato in aria. Risultato: ora sono privo di "14 Novembre" e senza un vero progetto a lungo termine da scrivere.
Oh, c'è il blog e la correzione completa della suddetta trilogia, ma la sensazione che mi hanno lasciato questi due mesi senza Nightchild è strana, come se mi mancasse qualcosa da pensare e benché io abbia lasciato in passato, questa volta so che non scriverò altro al riguardo e ciò mi lascia perplesso.
Da tempo sto scrivendo un'ambientazione strana e più moderna, dove so cosa fare e come farlo, senza quelle ingenuità tipiche del novellino, so che dovrei essere li a ritoccare ambientazione e trama, cercare in qualche modo di limare quelle tre cosette (si, sono tre e le ho trovate rileggendo solo la prima volta!), ma non riesco a pensare ad altro.
Insomma questo post è una sorta di requiem per quello che è stato il vecchio e tutto quello che ne comporta, il menestrello sa di essere cresciuto grazie a quei personaggi, sa perfettamente che l'intera storia potrebbe non piacere, come potrebbe non piacere l'idea che non c'è una vera distinzione tra buoni e cattivi, ma tra cattivi e cattivissimi.
Concludo ringraziando tutti quelli che hanno evitato di leggere di Nightchild e "14 Novembre", se non vi è piaciuta un grande chissenefrega, perché a differenza di tutto il resto, questa era l'unica storia scritta e voluta per me e non per gli altri, ora che è finita non mi resta che affidarmi agli Averian...

2 commenti:

  1. Caro Menestrello è da molto che non passo a leggerti, e molto ho di arretrato. Andrò a ritroso come i gamberi per scoprire la distinzione tra cattivi e cattivissimi :)

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    1. Lo menestrello si rimprovera dello ammancar di chiarir codesta distinziona, esso rimedierà nelli dì venturi! Madonna non tema!
      Giacché vossignoria l'è in codesto loco essa privi e faccia maestria delli novi pulsanti laterali [Quelli con le immagini!]

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