venerdì 5 ottobre 2012

Professione, Menestrello?

Immaginate la scena: il caldo afoso di una domenica di fine giugno, all'ombra del gazebo un uomo siede leggendo il suo libro, la bibita fredda lascia colare via le goccioline di condenza, l'uomo si sistema meglio sulla sedia e volta pagina. Suona il telefono. Dall'altra parte hanno un problema che solo l'uomo del gazebo può risolvere, la sua voce risuona nel giardino sicura, dirigendo le mani imprecise nell'unico luogo da controllare e prima che la gocciolina di condenza raggiunga il tovagliolo è già tutto finito. L'uomo annuisce, convenendo con quello che ha appena detto il suo interlocutore, sorride e beve un sorso della sua bibita, chiudendo la comunicazione soddisfatto.

Paradossalmente tutti vorrebbero un lavoro comodo, che dia delle soddisfazioni e soprattutto che lasci il tempo di pensare. Fortuna o condanna è il vero lavoro del menestrello e se la sua corte sono computer e servizi informativi, di certo non mancano protocolli e gerarchie. Eppure non è sempre stato così:


3 anni - "Da grande voglio andare a lavorare con la valigetta come papà!"
6 anni - Il piccolo menestrello disegna un treno alla vignetta "Lavoro di tuo padre"
8 anni - "Il Pilota" ma non quello di aerei "No quello come Prost!" (dovevi puntare in alto all'epoca, eri a scuola e dovevi dimostrare di essere un gran figo!)
13 anni - "Il mio sogno è di lavorare in un'azienda dove si scrivono i videogiochi."
15 anni - "Sto studiando per diventare programmatore"
17 anni - "Capitolo 1" (shhh non deve saperlo nessuno!)
20 anni - "Che diavolo ci sto a fare in facoltà? Io non voglio fare l'ingegnere"
21 anni - "Libro 4, Capitolo 6"
23 anni - "Pensa che qualsiasi altro lavoro io cerchi non debba fare il pendolare ugualmente?" (questa è una delle frasi che non dimenticherò mai nella vita, specie perché stavo parlando con il capo del personale del mio primo impiego *cough*)
24 anni - "Libro 7, Capitolo 8"
25 anni - "Buongiorno vorrei informazioni riguardo la possibilità d'inviare un manoscritto" "tutututu" "Pronto?" (eh... ero senza speranza!)
Oggi - Codesto menestrello l'è lieto di accogliere vossignorie in loco suo e deliziare vostre eccellentissime orecchie con litania d'ambrosia!

Oggi se qualcuno mi chiedesse cosa voglio fare da grande non avrei dubbi su cosa rispondere, ma si tratta davvero di una professione? Molti considerano il mio lavoro (il sistemista) un mestiere, perché puoi tranquillamente passare anni a bottega, lavorando con qualcuno che ne sa più di te e diventare bravo, ma fare lo scrittore è catalogabile allo stesso modo? Qualcuno potrebbe dire che scribacchiavo già da molto tempo prima di inventare "14 Novembre", ma fortunatamente credo di aver distrutto le prove tanto tempo fa. Perché paradossalmente ho cambiato tutto di me quando ho scoperto che non volevo fare altro che lo scrittore, ma che allo stesso tempo sarei stato costretto a proseguire col mestiere di sistemista. Se mai mi sono chiesto cosa volesse dire diventare grande, credo sia stato il momento in cui ho compreso che dovevo rinunciare al mio presunto sogno per affrontare la realtà, continuare nel mio lavoro al meglio, dedicandomi comunque a quella fantasia come al bonsai che va accudito tutti i giorni.

4 commenti:

  1. ^_^ beh ma tu "sei" un menestrello! Altro che imparar il mestiere di raccontare... tu sei il racconto! :D
    Quello che volevo fare io da piccola? Tutto fuorchè quel che faccio, ho fatto e farò! ;)

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    1. Madonna lusinga lo povero menestrello, giacché esso l'è sol cantore d'istoria!
      Mestiere fu sorpresa giacché lo menestrello è tale financo allo posto di sistemista!

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  2. Da grande volevo essere ricco... ho mancato l'obiettivo di quel tantiiinoooo, eh! :D

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    1. Messere sarebbe stato invero immaginifico mecenate!
      Giacché non v'è abbisogna dello vile danaro per esser ricco in spirito!

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