martedì 19 giugno 2012

Cattività Lionense

Come dice il detto “le scarpe del calzolaio sono sempre bucate”, così il prode menestrello ha lasciato al mio account la possibilità di amministrare il blog! Mai errore fu più grave, tant’è che oggi saboto l’uscita di mercoledì e mi piazzo alla grande davanti ai riflettori del blog, mi spiace per la puzza di cavallo, ma da quando la Signora del Castello e io ci siamo trasferiti qui nella tenda dei tartari non pulisce più nessuno, anche perché Nadeem si è mangiato tutte le saponette!

Martedì 12 Giugno 2012 ore 11:36 – Rue de “qualcosa che non riesco a pronunciare”, Lione.

Lo Mecenate e consorte girano spaesati cercando un’insegna che non riescono a trovare, guardano la cartina che oramai portano sempre appresso e intanto imprecano come un eschimese all’equatore, il navigatore satellitare sul telefono dello Mecenate ovviamente comunica che devono andare a Johannesburg e fare una bella inversione di marcia e non accetta assolutamente le correzioni.
A quel punto, dopo l’ennesima proposta della Signora del Castello nel “fermarsi a chiedere informazioni”, Lo Mecenate trattiene l’ennesima imprecazione e accosta l’auto (ovviamente una Peugeot, sia mai che i francesi non ti facciano guidare un’auto francese!), abbassando il finestrino...

...NB in questa parodia non si dirà una parola di francese, la trasposizione tra l'italiano e il dialetto romanesco serve a far comprendere le difficoltà d'integrazione, pensate al famigerato bidello Willy dei Simpsons e tutto andrà per il verso giusto...


… e attirando l’attenzione di una ragazza Lo Mecenate chiama – Ahò! Pischè, scusa poi veni’ ‘n po’ qui? –
La ragazza inclina la testa verso sinistra sorpresa e dallo sguardo preoccupato – Mi dica.–
– Sai pe’caso do’ sta ‘sta via qua? – domanda lo Mecenate porgendo un foglietto con l’indirizzo.
La giovane lancia uno sguardo all’interno della macchina – Oh si, ma è difficile da spiegare. –
– Nun te sta a preoccupa’ e dicce do’, poi ce penso io a raccapezzamece! –
– Vediamo… – incomincia la francesina guardando lungo la strada, come per far mente locale.
– Pisché semo de corsa, se nun te ricordi lassa perde! – interviene la Signora del Castello, sporgendosi per osservare la guida locale – Noantri semo italiani, nun semo pratici de Lione! –
– Ah siete italiani! – comprende la ragazza con uno sguardo divertito – Si capiva con quell’accento! –
– Sapemo ir francese, ma avoja prima de parlallo bene. – ammette Lo Mecenate scocciato che l’ennesimo dannato francese gli ricordi che ha una pronuncia schifosa – Allora Pisché? ‘A strada ce la voi di’ o annamo a piacce ir caffè ar bare? –
Lo sguardo della francese si fa offeso, ma non demorde e continua – Di che parte dell’Italia siete? –
– Semo romani de Roma, ma che c’entra? – continua Lo Mecenate, intenzionato a togliersi quella scocciatrice di torno – Allora ce la dici ‘sta via oppure ce devo ariva’ pe’ ‘ndovinelli? –
– Va dritto fino […] e poi prende la terza uscita della rotatoria. – spiega la ragazza incerta.
– Vabbe’ t’aringrazio Pisché, ciao! – fa Lo Mecenate mettendo in moto.
– Di nulla, fate buone vacanze! –

Inutile sperare che i francesi capiscano che sono diventato uno di loro, ma finché non comincerò a mangiare formaggio puzzolente, infilandomi le baguette sotto le ascelle, non credo capiranno mai...

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