sabato 31 dicembre 2011

L'ultimo dell'anno


Salve lettori di Menestrello Itinerante!
Lo mecenate oggi non rappresenta una sorta di sitcom a colpi di volgare, ne usa nomi altisonanti, semplicemente scrive come fosse davvero su un blog (perché questo di certo non lo è, al massimo è un deserto dei tartari senza tartari - perché neanche quelli ci passano!), quindi si ritorna al vecchio tema di una volta, usato come tappabuchi per quando il menestrello (come in questi giorni) non posta nulla. Buona lettura (e per i tartari che passassero di qui, la tenda di yuta l'abbiamo tolta!).

Il 31 dicembre, è sempre un giorno magico, non è vero? Quante volte si sente chiunque ricordare le cose successe nell'ultimo anno? Auguri qua. Auguri la. Auguri sotto e via dicendo...
Almeno trenta gli auguri fagocitati da conoscenti, parenti, vicini, sconosciuti, giornalai, benpensanti, televisione e tutto prima dell'ora di pranzo, solo per arrivare ad un totale di almeno 500, tra fatti e ricevuti, contando anche gli altrettanti, ovviamente! Beh io non ci sto più! L'uomo è sempre un animale e per quanto tutti i membri della specie cerchino di nascondere questa grande verità e di comportarsi "bene" alla fine il 31, ma vale per qualsiasi festa, è una sorta di forzatura, come quei sorrisi e ringraziamenti dei pargoli alle zie che regalano loro denaro, non è meglio un bel "sgancia i soldi e sparisci, vecchia?" Per giunta l'anima della festa sono quegli stessi commercianti che da bravi lupi si avventano sul gregge di pecoroni che corre a comperare qualsiasi idiozia venga in mente, a quegli stessi lupi, s'intende) per le feste. ad esempio, lo sapete che quest'anno non andava la tovaglia rossa, ma bensì bianca? Roba da matti!
Così se a Sidney è già 2012, al telegiornale fa notizia, senza considerare quanti perderanno mani, occhi e anche piedi usando fuochi artificiali di contrabbando, tutto sotto gli occhi di quell'istinto animale che sempre più spesso alimenta questo circo inutile e convenzionato che fa fare gli auguri a tutti, persino da parte dei ladri che ci rubano i soldi dalle tasche, tutto sempre e solo per quell'idiozia che spinge l'uomo a non accettare se stesso e la sua natura di perverso animale senza scrupoli. Vi lascio al cenone, ingozzatevi con gusto, e ubriacatevi, domani è un'altro anno!
Auguri. Finti ovviamente!

5 commenti:

  1. Tantissimi auguri di buon anno!
    Mi sa che ho sbagliato blog, non c'è più la tenda!? Ma non era questo è il blog dei tartari?
    Bah, non importata...
    è un altro giorno e credo che dono più grande non si possa desiderare.
    Auguri mecenate e auguri anche a Lerigo, messer Menestrello, sì gentile e sì pungente che lascia l'amaro insieme al divertente^^

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  2. Mecenate, e io ti ho fatto gli auguri.
    Credimi, io non amo particolarmente le feste. Sono sempre più insofferente alle persone che buttano via le parole senza pensarci.
    Ma questa non può essere una scusa per inaridirci dentro. A volte fare gli auguri è un modo per salutarsi, o per dire all'altro "Non mi sono dimenticato di te, ogni tanto capiti nei miei pensieri".
    Personalmente non faccio grandi feste, ma non è detto che tutti gli auguri siano finti. Quelli che ho fatto erano sentiti, seppur piccoli.

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  3. Saluti messeri!
    Financo arrivar di tardo momento codesto menestrello fa suo augurio e raddoppia augurio allo mecenate, 'sìtante felicitazioni rallegreranno financo sua persona!

    Messeri tartari, codesto menestrello giammì volle smantellare vostra dimora e financo rendere essa accessibile alle signorie vostre essa l'è comparsa in tutto lo suo splendido tripudio, completa d'equino!

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  4. @Chagall: Non sono contro gli auguri, ma contro l'inflazione di essi: sai quante persone che non saluto e con cui non riesco a considerarmi in buoni rapporti mi hanno augurato buon anno?

    C'è da dire che rileggendo il pezzo forse lo trovo un po' troppo incentrato sull'imbarbarimento della festa a scopi commerciali, però quello che volevo dire c'è tutto, chiusura con auguri finti (di denuncia appunto) compresi.

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