sabato 26 novembre 2011

Di nuovo intercettazioni telefoniche

Questo post è stato scritto oggi, Lunedì 21, dopo una lunga e controversa chiamata tra me e il nostro caro menestrello, considerando il modo in cui l'ha presa lascio il post in bozze e parto in trasferta per una settimana, con la scusa di dover tornare a Lione porto la Signora del Castello con me ed ammollo il Delfino all'adorata® suocera, se quando tornerò sarà ancora qui allora lo pubblicherò.

Lunedì 21 Novembre 2011 ore 15:31 - Uffici dello Mecenate.

Sulle note di Firth of Fifth lo Mecenate sospira, tira fuori dalla tasca il telefono e lancia un'occhiata all'orologio, la giornata è ancora lunga, c'è tempo per decidere se rimandare la trasferta oppure no, ma guardando il display l'inequivocabile acronimo chiarisce tutto. Memore del collega di stanza che una volta commentò – Ehi il tuo telefono ridacchia! – lo Mecenate risponde. (attenzione, per rendere la lettura sono state rimosse/camuffate imprecazioni, dialettismi, ripetizioni, insistenze e varie, nda)

– Pronto?
– Che diavolo ti salta in mente? – gridano dall’altro lato.
– Ciao!
– Mi sembrava di fare una cosa carina Sabato sera, se ti dava fastidio l’idea di avermi ancora tra i piedi potevi dirlo tranquillamente! – sbotta Lerigo.
– Dai che ho raccontato solo una scenetta comica, che poi è andata veramente così, la Signora del Castello si è arrabbiata perché avevamo programmato di uscire da soli.
– Alla faccia della sincerità! Non venirmi a dire che la Signora del Castello non sa farsi valere, perché tutte le volte che passo comincia a sbuffare perché io sto sempre lì e non ho la decenza di capire che non è casa mia! – prosegue il menestrello con voce sempre più alta – Senza contare tutte le volte che mi sono reso utile, anche a lei puoi dire che se do fastidio non dovrebbe chiedermi sempre se rimango a pranzo. –

La telefonata si chiude bruscamente e lo Mecenate sospira, guarda di nuovo l’orologio pensando al fatto che deve prenotare i biglietti dell’aereo, finire la relazione a cui sta lavorando, parlare al suo capo e sentire il suo contatto a Lione, ma scotendo il capo, impreca tra se e seleziona il contatto del menestrello.

– Che vuoi ora?
Sospirando lo Mecenate ammette – Parlare, visto che hai fatto tutto da solo e mi hai attaccato il telefono in faccia.
– Devo lavor… – mente Lerigo, ma lo Mecenate è pronto a fermarlo.
– Non hai nulla da fare, sennò non avresti chiamato prima delle cinque. – poi prendendo un lungo respiro si lancia nella propria difesa – Lerigo quante volte hai letto il post? Mezza prima di prendere il caffè?
– Che vuol dire? Mi hai descritto come uno che sta sempre rintanato dentro casa tua, che maltratta il Delfino e che è scortese con tua moglie! Guarda è meglio che la smettiamo qui, ho promesso di non cancellare mai i post che metti, ma questo non è giusto!
Lo Mecenate sospira, l’orologio segna quasi le 16 (I tagli delle varie ripetizioni hanno portato a questa sorta di riassunto breve, ma questa telefonata è durata quasi mezz’ora), consapevole che ha una sorta di briefing pre–trasferta con il suo capo, lo Mecenate cerca di accorciare la chiamata – Quanti si sono divertiti con il post? Ma soprattutto non ti ha fatto ridere anche a te il modo come il Delfino parla?
– Lui non parla in volgare, al massimo mi fa il verso. – fa notare Lerigo con un tono ironico – Alla Signora del Castello fa vedere già i sorci verdi.
– Vedi che poi è vero quello che scrivo?
– No che non lo è! – riparte il menestrello.
Lo Mecenate sospira e lo riporta alla realtà – Lerigo è una caricatura, ovvio che alla Signora del Castello stai simpatico, Sabato si è divertita un mondo e lo sai anche tu.
– Se posti di nuovo una cosa come quella ti caccio dal blog, intesi?
– Se vuoi non scrivo più nulla. – ribadisce lo Mecenate, consapevole che quella possibilità sia da escludersi a priori, specie visto che Lerigo gli passa tutte le bozze da correggere, neanche fosse un editor pagato apposta per eliminare le sue scempiaggini.
– Non ho detto questo, ma sono stanco delle prese in giro.
– Allora lasciami fare, a me sembra che l’unico che non si diverte nel leggere le mie prese in giro sia tu.

La discussione si è conclusa più o meno in questo punto, lo Mecenate ha chiuso la comunicazione e si è rimesso a lavorare, nell’ordine ha scritto prima il commento sul blog e poi questo articolo, lasciandolo qui in bozze per la visione di Lerigo, se lui non lo cancellerà allora si pubblicherà in automatico sabato mattina alle undici. Ho il file word salvato, per cui se trovo modifiche avrò anche il tempo di cancellarlo, intesi?

6 commenti:

  1. Caro Menestrello io ho trovato tenero il Delfino... non credo volesse farti il verso ... ma solo parlare come te per dimostrati la sua simpatia nei tuoi confronti... Guarda che ci vuole un'abilità eccezionale a parlare in "menestrellese"... hai una capacità invidiabile!
    ... certo è che la signora sbuffa molto!

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  2. Menestrello cosa mi combini! L'autoironia è fondamentale, non prendertela. Lo mecenate per esempio non si prende mai troppo sul serio, quindi raccontaci pure tutte le sue gaffe :D
    Così è okay?

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  3. Giammai menestrello non fu ironico di suo, l'è natura dello menestrello esser tale, financo esser scortese codesto menestrello ha lo compito di far sorrider astanti! Ordunque messere lo mecenate fu scorretto codesta l'è ingiuria che menestrello fa tale dimonico essere!

    Madonna Godot, Delfino invero l'è gran portento, esso imparò a far di canto virtù financo alla tenera età ch'esso possiede!

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  4. ^_^ Sì ho notato... è molto tenero! Per questo mi ha fatto sorridere...

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  5. Mi è piaciuto moltissimo il tiotlo che hai dato al tuo blog. Lo trovo appropriato per le cose che scrivi. Verrò sicuramente a ri-trovarti. Se ti va, transita dalle mie parti, sul mio blog. Grazie!

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  6. Menestrello da lo benvenuto a vossignoria, essa l'è invitata a tornar e menestrello promette di passare in saluto nello loco vostro!

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