sabato 5 novembre 2011

Allo specchio

Oggi interrompo la mia serie di sfoghi dalla frustrazione, oggi non ho voglia altro che di fissare quello che c'è allo specchio, immaginate una stanza buia e senza luce, l'unica cosa luminosa nello specchio siate voi.
Lo Mecenate

Vivo una vita strana: nascondo me stesso nelle ombre di quello che voglio apparire, come un mantello di stereotipi nelle cui pieghe sono nascoste le mie vere emozioni ed i sentimenti di tutta una vita. La gente non mi guarda mai per come sono fatto veramente, vede solo una persona gioviale, qualcuno che sa mostrarsi simpatico e sul quale si può scherzare senza problemi, il perfetto compagno di bevute in quelle notti insonni o in quei giorni scuri, capace di comprendere.
Io. Per quello che posso dire di me, non sono affatto così: quelle pieghe nascondono una persona molto diversa, un meschino individuo che guarda agli altri con sospetto, che raggira le persone, ma soprattutto il perverso animale capace di immaginarsi efferati omicidi, stupri brutali ed altre infamità che la gente non immagina neanche, specie in quel pacifico uomo, uguale a tutti gli altri, che siede loro accanto in metropolitana, leggendo un giornale ed attaccando bottone con il vicino di sedile, sia una vecchietta, un uomo d'affari o un ragazzo diretto a scuola.
Vivo in un tempo in cui quello che sono è sempre più facile da nascondere: l'apparire è un pilastro fondamentale del mio personaggio ed in questa civiltà sempre meno incentrata sul concreto la mia personalità, quella vera, trova terreno fertile e una grande possibilità di crescere. Spesso mi ritrovo a fissarmi allo specchio, i miei occhi corrono a quelle ombre che fanno di me quello che sono in realtà, senza false pretese e privo di quella maschera di cera con la quale parlo alla gente. Inutile dire che mi preferisco così, sforzarsi di mostrare un’emozione è faticoso, specie se fatto tutto il giorno. L'ironia degli sguardi che mi lancio rende surreale persino quel confronto e neanche fingere con me stesso mi riesce troppo difficile.
Immaginarmi uguale a tutti gli altri mi ha sempre portato a deviare ancora di più da quello che dovrebbe essere il modello umano, l'alienazione è la mia condizione normale, il mio habitat sicuro e confortevole. Ho provato in passato a mostrare me stesso alle persone, il risultato è stato a dir poco spiacevole, neanche a dirlo tutti hanno creduto fossero scherzi, neanche uno ha capito.
Eppure non è difficile far capire voialtri: basta uccidere un’intera famiglia, stuprarne la madre e lasciare che i figli osservino, prima di bere il sangue di ognuno e lasciare che sgoccioli dal mento, anche in quel caso però c’è il rischio che non crediate, che mi vediate come l’unico che non può essere stato.
Io. Solo io.

3 commenti:

  1. Esistono gli psichiatri e gli analisti per questo!!!

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  2. Bestia coglie punto e Menestrello non abbisogna di 'giungere altro a siffatta missiva.
    Financo divenir assassino delli altri omini... lo menestrello l'è sconcerto!

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  3. In mancanza di psichiatri, si possono macellare le persone in un libro. ;)

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