mercoledì 14 settembre 2011

Dialogo e scenario


Quante volte vi è capitato di leggere un dialogo e perdere la concezione di quello che succede intorno? Quando i personaggi di un libro parlano tra loro c'è sempre quella sorta di etereo nulla che li accompagna, separandoli dal piano della scena e portandoli in un tunnel in cui il dialogo (parte fondamentale del pezzo che si sta scrivendo) è l'unica cosa che importa. Oggi il menestrello darà alle signorie vostre un piccolo esempio di come il dialogo possa essere l'unica cosa presentata, in seguito verrà aggiunta la parte descrittiva, più pesante, ma sicuramente più completa e coinvolgente.


– Se ne sono certa? – domandò Marla.
– Non sembravi così sicura l'altro ieri! – fece notare Laura scotendo il capo.
– Sono giorni che non faccio altro che pensarci, stai zitta Laura. –
– Andiamo ragazza non prendere in giro la tua migliore amica, avevi altri piani per quella vacanza, non è vero? –
Marla tentennò, ma con un sospiro negò cocciutamente – Non riuscirei a partire da sola, sono terrorizzata all'idea! –
– Non avresti voluto che fosse lei ad accompagnarti, non è vero? –
– Laura! –
– Devi ammettere che la tua scelta ha fatto mormorare, voi due tutte sole, con i suoi gusti! – la derise Laura.
– Non vedo cosa ci sia di male: l'omosessualità è accettata ovunque ormai. – cercò di difendersi Marla.
– Dicono che si sia ripassato tutto il paese, l'estate passata. –
– Ma cos... – Marla diventò paonazza, prima di gridare – Che vai a pensare? Non devo mica... –
– La tua faccia dice il contrario! – ridacchiò Laura.
– Lei potrà anche pensarla così, ma a me piacciono gli uomini! –
– Però tu e lei andate sole solette in uno sperdutissimo isolotto delle Fiji per un mese intero! –
Marla deglutì a vuoto annuendo – Il pacchetto diceva massima immersione nella natura selvaggia, non parlava di passare la vacanza su un'isola deserta! –
– Immagino che questo sia il motivo per cui le altre abbiano rinunciato. –
– Sei terribile! –
Laura sorrise – Va bene ti toglierò dai guai! Ma ad una condizione! –
– Quello che vuoi! –
– Andremo solo io e Jenny. –


Dopo 25 righe di dialogo, eccoci alla versione completa:


Posando il bicchiere con un lento gesto Laura notò appena che l'aveva rimesso esattamente dove la condensa del bicchiere aveva formato un anello di umido, ma senza prestarci un secondo di più tornò alla discussione con la propria migliore amica, Marla Stenn.
– Se ne sono certa? – domandò Marla. La donna aveva ancora il bicchiere di the pieno e mentre lo scuoteva si sentivano i cubetti di ghiaccio tintinnare l'uno contro l'altro, riflettendo l’irritazione di quell’amica.
– Non sembravi così sicura l'altro ieri! – fece notare Laura scotendo il capo. Versandosi un secondo bicchiere di the, Laura pensò a quanto poteva essere stata sciocca l’altra: voler organizzare una vacanza esotica in un luogo lontanissimo da casa, senza prima informarsi appieno delle clausole e delle modalità, ma del resto la compagnia di Marla era piacevole anche per quella sua spensieratezza ed ingenuità nel fare le cose che a Laura piaceva tanto.
Marla sembrò aver ingoiato un rospo quel giorno ed il suo tono squillante e civettuolo era ridotto al lamento di un vecchio cane bastonato – Sono giorni che non faccio altro che pensarci, stai zitta Laura. –
– Andiamo ragazza non prendere in giro la tua migliore amica, avevi altri piani per quella vacanza, non è vero? – la punzecchiò Laura divertita da quello che l’amica era venuta a raccontarle, ma sorseggiando il the aspettò una risposta, decisa a farla cuocere ancora nel suo brodo.
Marla tentennò, ma con un sospiro negò cocciutamente – Non riuscirei a partire da sola, sono terrorizzata all'idea! – lo sguardo che si scambiarono la diceva lunga sulle idee di quella donna, ma Laura non era affatto interessata a tirarla fuori dai guai ed i suoi impegni venivano prima, specie perché a lei non piacevano le isole tropicali: troppa umidità e troppe dannate ore d’aereo.
Decisa a continuare quella chiacchierata così divertente alzò la posta, del resto Marla aveva bisogno di sentirsi una vittima e le parole derisorie che Laura aveva per lei non potevano che aumentare di più l’imbarazzo di quella sua amica – Non avresti voluto scegliere lei per accompagnarti, non è vero? – commentò malignamente Laura, con un lungo sorso di the.
– Laura! – la richiamò Marla con un tono offeso che la fece sembrare una di quelle adolescenti colte in flagrante mentre si appartano con il belloccio di turno, senza rendersi conto che si stanno ficcando in un guaio più grande di loro.
Certa che l’altra era caduta nella sua trappola Laura proseguì con un tono malizioso che suggeriva tante chiacchiere e pettegolezzi attorno ad un tavolo come quello, magari con altre donne, più maligne e ciarliere delle vecchie comari del paese – Devi ammettere che la tua scelta ha fatto mormorare, voi due tutte sole, con i suoi gusti! –
– Non vedo cosa ci sia di male: l'omosessualità è accettata ovunque ormai. – cercò di difendersi Marla, posando il bicchiere ancora pieno sul tavolo, prima di incrociare le braccia, decisamente a disagio in quella discussione che si stava sempre più tramutando in un gioco.
Laura conosceva bene la ragazza di cui stavano parlando: Jenny Norway era una bellissima ragazza dalle forme generose e dallo sguardo penetrante, da sempre dichiaratamente omosessuale e per nulla in imbarazzo nel dimostrare a tutti i suoi gusti in fatto di ragazze – Dicono che si sia ripassato tutto il paese, l'estate passata. – Si erano incontrate alcune volte e Jenny aveva fatto qualche apprezzamento a Laura, ma la cosa era finita nel nulla. Sarebbe stato divertente vedere se Jenny avrebbe avuto il fegato!
– Ma cos... – Marla diventò paonazza, prima di gridare – Che vai a pensare? Non devo mica... –
– La tua faccia dice il contrario! – ridacchiò Laura. Marla era la classica ragazza che pensava solamente a trovarsi un ragazzo affidabile, possibilmente belloccio, il quale potesse infine portarla all’altare. Cosa che di solito i maschi non erano, ma questo Marla non l’avrebbe mai compreso, limitandosi ad aspettare un fantomatico principe azzurro tutto per lei.
– Lei potrà anche pensarla così, ma a me piacciono gli uomini! – ribadì la donna con una punta di scetticismo, probabilmente la famiglia di Marla non avrebbe visto bene quella vacanza con “la figlia deviata della signora Norway”, ma c’era da aspettarselo, la signora Stenn passava ogni santa domenica in chiesa, per lei Jenny era il diavolo in persona.
Senza neanche provarci più gusto Laura aumentò ancora il tiro, non le importava continuare a torturare la sua amica, non c’era più divertimento e quel the stava diventando troppo caldo, aveva bisogno di altri cubetti di ghiaccio al più presto – Però tu e lei andate sole solette in uno sperdutissimo isolotto delle Fiji per un mese intero! –
Marla deglutì a vuoto annuendo – Il pacchetto diceva massima immersione nella natura selvaggia, non parlava di passare la vacanza su un'isola deserta! –
– Immagino che questo sia il motivo per cui le altre abbiano rinunciato. – ipotizzò Laura mandando giù l’ultimo sorso del proprio the, lasciando che l’ultimo cubetto di ghiaccio le scendesse in bocca portandole un intenso senso di gelo in bocca.
Marla chinò il capo – Sei terribile! – la fissava con occhi disperati e quel tentativo di coinvolgerla in quella vacanza sembrava essere fallito miseramente.
Laura sorrise – Va bene ti toglierò dai guai! Ma ad una condizione! – propose masticando il ghiaccio con un brivido lungo la schiena.
– Quello che vuoi! – acconsentì Marla con le mani strette in preghiera.
Con un sorriso divertito Laura spiegò – Andremo solo io e Jenny. – ignorò l’espressione della sua amica, troppo curiosa di sapere cosa avrebbe fatto Jenny Norway nel ritrovarsi proprio Laura in quella vacanza fuori dal comune. Vedremo se le parole dell’estate scorsa valgono ancora, scommetto che Jenny sarà divertita!

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