mercoledì 25 maggio 2011

Il fabbricante di androidi - Padrone del mondo

Ran D’Ivir li scortò fino al trecentesimo piano della struttura principale della YB Tower, un agglomerato urbano situato nell’acropoli di Fog Plateau: un vero e proprio labirinto di guglie e minareti che gettava la sua ombra su tutto il resto dell’acropoli e che spesso era considerata come la vera e propria acropoli della città sospesa. Dalle vetrate dell’ascensore superveloce si poteva ammirare il quartiere residenziale est, con i grattacieli che in confronto alla YB Tower sembravano semplici catapecchie, le strade soprelevate che attraversavano quei palazzi erano intasate come al solito e Klannig quasi non riuscì a riconoscere il proprio quartiere, tanta era l’uniformità di colori e di forme di quella zona fin troppo affollata per essere considerata qualcosa di più che la parte più povera della città.
– Signorina D’Ivir perché tutta questa segretezza riguardo l’incarico che ci chiederete di svolgere? – chiese Boyar passandosi una mano tra i capelli – Non è forse vero che la YB ha centinaia di soldati pronti ad entrare in azione per qualsiasi minaccia dall’esterno? –
– O per rubare qualsiasi progetto di un’altra corporazione. – aggiunse Maser con un tono ironico.
– Non sempre la stampa descrive la YB come dovrebbe, molti vorrebbero vedere il signor Yanzer fuori dai giochi ed altrettante persone non aspettano altro che il suo sguardo si posi su di loro. – fece notare la donna divertita da quelle parole – Dovreste ritenervi fortunati: fate parte della ristretta cerchia di persone che hanno attirato la sua attenzione. – terminò poi, mentre le porte dell’ascensore si aprivano su una sala grande almeno quanto tre campi di speedball, marmi di colore porpora disegnavano forme geometriche concentriche, al centro di quell’enorme anticamera c’era un uomo dall’aspetto inusuale: le spalle spioventi erano sormontate da una testa fin troppo grande, l’altezza di quella figura era l’unica cosa nella norma, mentre i vestiti sgargianti e dall’aspetto raffinato brillavano di un colore che richiamava le cuciture in oro purissimo.
– Benvenuti signori! – li accolse una voce squillante e sicura di se, accompagnata da un sorriso compiaciuto – Lasciate che vi dica quanto io sia felice di vedervi qui! –
– Dalle sue parole sembra che le occorra un grandissimo favore da parte nostra. – giudicò Klannig poco avvezzo a simili comportamenti affabili, perfettamente inutili e superflui in un ambiente di lavoro funzionale e pratico, lo stesso tipo di ambiente che avrebbe voluto ritrovare in tutte le commesse che gli venivano affidate – Cosa vuole da noi il grande capo della YB? –
– Un po’ di rispetto Klannig! – lo rimproverò Boyar.
Sergej Yanzer fissò l’analista di processi ridendo – Apprezzo sempre le persone dirette e sbrigative: fanno risparmiare sempre un sacco di tempo. Boyar lei è stato pagato profumatamente ed i suoi soldi le sono già stati accreditati, mentre il signor Klannig è qui percependo la sua paga oraria normale, se vuole sbrigarsi posso comprenderlo perfettamente! –
– La YB non è diversa dagli altri: ho già lavorato per la sua corporazione signor Yanzer, non mi interessa quello che proponete più di quanto non mi interessino gli sconti del supermercato. – ribadì Klannig serio, fissando il magnate d’industria negli occhi, incurante del fatto che quella figura stravagante potesse ordinare a qualcuno di farlo a pezzi da un momento all’altro.
Boyar scosse la testa incrociando le braccia al petto – Allora ci dica perché ha voluto la nostra presenza. –
Yanzer annuì incominciando a passeggiare per la stanza – Diamine Boyar io mi ricordo di lei: è stato promosso elettrobiologo dopo neanche due anni di servizio come tecnico e la neurologia informatica non aveva segreti per lei! Il meglio mi dicevano tutti, ma il meglio ha il suo prezzo ed io e lei siamo abbastanza anziani da non avere più lo slancio di una volta. –
– Cosa ci facciamo qui? Perché questa segretezza? – sbottò Maser pieno d’ira, paradossalmente Klannig giudicò quella reazione quasi comica e trattenendo il respiro s’impedì di ridacchiare – Cosa può mai volere il più ricco uomo del sistema da noi? –
– Signor Maser lei è una carta rossa, è stato additato da subito come una minaccia per la razza umana ed a soli dodici anni i suoi genitori hanno deciso di farla sterilizzare, è un elettrobiologo perché la sua carta le impedisce di accedere all’alta società, non vorrebbe veder cambiare questa situazione? – domandò in risposta Yanzer voltandosi al rotondo elettrobiologo, rimasto di sasso alla rivelazione della sua carta.
Boyar si scostò lanciando a Maser una smorfia – Non lavorerò con questo mutante! –
– Calmatevi! – ordinò Yanzer per nulla interessato a continuare quei bisticci – Tutti voi avete un punto in comune: tutti quanti non vedete nulla di fronte a voi, solo un grigio futuro senza senso. –
– Io non vedo così la mia vita. – intervenne Samek, rimasto in silenzio fino ad allora.
– La sua cosiddetta compagna è una carta azzurra, Seb crede davvero che una volta avuto il ringiovanimento sua moglie voglia mantenere la sua promessa di restarle accanto? Oppure sta solamente aspettando che i soldi del suo lavoro sulla neurocompatibilità le paghino una nuova giovinezza? – incalzò il magnate della corporazione con un sorriso famelico.
Klannig scosse la testa negando – Metterci a nudo non le garantirà la nostra collaborazione. –
– Darvi la possibilità di cambiare le vostre vite dovrebbe essere abbastanza. – commentò Yanzer divertito, prima di sfiorare le vetrate che lo separavano dal vuoto di duecento piani – Tutti voi sapete che per quanto la YB o le sue concorrenti si sforzino di creare androidi sempre più perfetti ed efficienti, nessuno è mai riuscito a creare un essere artificiale in grado di sostituire al 100% un essere umano! –
– I nuovi modelli della Techniversal sono più efficienti di qualsiasi uomo, persino in alcuni campi dirigenziali: il 20% dei soggetti riesce a migliorare la sua programmazione fino a cinque volte! – fece notare Boyar pieno d’orgoglio per quelle statistiche – Il mio studio ha realizzato l’analisi finale. –
– Purtroppo anche quelli sono dei semplici androidi. – sussurrò Yanzer voltandosi – Abbiamo scelto il meglio, abbiamo intenzione di darvi una vita completamente diversa da quella che avete oggi e per lei Boyar, il progetto che la farà passare alla storia: la YB vuole creare un essere intelligente in grado di riprodursi autonomamente, che non dipenda da programmazioni specifiche e che possa imparare da se stesso. Insomma voi dovrete diventare gli dei della razza figlia dell’uomo! –

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